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Novità :
  • Consuelo ha lasciato un commento sul Muro
    Postato da Consuelo Ho udito il tuo pensiero. L'esperienza viene dall’ascolto e dall’ascolto nasce l'interrogarsi. Perché interrogarsi significa gettare le reti nell'anima. Significa scendere dalla barca, dal sicuro della barca. Troppo facile. Ed ascoltare una voce, qualsiasi essa sia. Perché una voce se è sincera supera lo Stretto di Gibilterra, ed arriva fino agli estremi confini del mondo. Il mio, vorrei ribadirlo non è poi che un percorso di scoperta e come punto di arrivo di discernimento spirituale. E penso che ciò sia fruttuoso . E di conseguenza carissimo Ausan di Sicilia come può vedere, leggo quanto dice. Da come interagisce si capisce che lei è veramente bravo, quindi mi scuserà se puntualizzo qualcosa. Faccio male, "maestro" ?! Perché, caro amico non sono d'accordo quando parli da parte mia come se talvolta potessi apparire tetra. È proprio l'ultima cosa di me, che gradisco presentarmi gentile . Incantevole come dicono tanti altri. ma questo è un altro discorso. Io cerco sempre la testimonianza come raffronto, e non il dissare . Questa è la mia cultura. Nel rispetto e nel confronto col tuo pensiero ti auguro una serena giornata
    55 giorni fa
  • ausan ha lasciato un commento sul Muro
    Ho immaginato che nel romanzo descrivessi di una persona che all'improvviso, per cause catastrofiche, si ritrova da sola con le sue sensazioni e riflessioni. In questo caso è più indicato il termine "unico". Diversamente , se il superstite sopravvive ad altri superstiti che via via vengono meno, ovviamente è giusto "ultimo". Chao da l'unico che trova divertenti i tuoi cazzeggi anche quando altri li trovano macabri.
    55 giorni fa
  • ginglipaf_ ha lasciato un commento sul Muro
    55 giorni fa
  • Consuelo ha lasciato un commento sul Muro
    Innanzi tutto carissimo Ausan mi permetterai di ringraziarTi per la tua collaborazione, per la tua vicinanza, che mi è di sostegno. Vorrei soffermarmi, se me lo consenti todavia , su un punto di vista puramente concettuale , filosofico e logico . Trovo "l'ultimo superstite" concettualmente più interessante. Il perché è la ragione che il termine "ultimo" introduce la variabile cruciale del tempo. E della sua cronologia. Implica una narrazione completa, un arco temporale che ha un inizio, uno svolgimento e una fine. Definita, di cui il superstite è il punto di arrivo e nel medesimo tempo di un inizio, un altro inizio. È un concetto che si presta ad una storia di resistenza , di testimonianza , se vogliamo anche storica, piuttosto che a una semplice constatazione di isolamento statico (come "l'unico"). "L'ultimo superstite" è il connettore tra un passato irreversibile e un futuro più che incerto. È l'ultimo anello di una catena che si è spezzata. Enfatizzando.. è l'ultimo anello di una catena che si è spezzata, portandosi via l'intero peso della memoria, di ciò che è andato perduto, senza la possibilità di ritorno. In conclusione , "l'unico superstite" si concentra sulla quantità (soltanto uno è sopravvissuto in totale) mentre "l'ultimo superstite" si concentra sulla cronologia (l'ultimo in ordine temporale a sopravvivere). Vorrei sottolineare comunque, perché va detto, quella che è la magia della ciat.. che rende possibile lo scambio di opinioni e in modo istantaneo. Anche tra persone lontanissime . Come noi due . Ad esempio , lo sai in macchina quanto tempo ci vorrebbe per poterci guardare negli occhi, per semplicemente stringerci la mano , io e te.. 36 ore , un giorno e 1/2 . 3400 km. Per questo non ci incontreremo mai. Ma che importanza ha .. il valore finale di una ciat è determinato interamente dagli esseri umani che digitano tra di loro. Sentite ..mi rendo conto che c'è una discordanza tra come scrivo ora e quello che dico privo di valori sostanziali, nella ciat , sul rullo che scorre. L'essere frivola non avrà un valore morale elevato, ma possiede per me valori funzionali ed esistenziali. Ha un valore psicologico, la necessità della leggerezza, di una pausa, di una ricarica mentale. Mi riduce l'ansia. Il mio cazzeggiare, il mio bullismo innocuo mi permette di allentare questo peso che sostengo costantemente, questa mia carica presidenziale imposta, spropositata, rispetto alle mie possibilità. Per la profondità di pensiero e il mio sviluppo etico c'è sempre tempo. Resta il fatto però che non riesco a coniugare profondità e leggerezza nella vita quotidiana. Nel saper passare agilmente da un registro all'altro: essere capaci di un complesso e articolato ragionamento , quando serve, e di lasciarsi andare alla più totale e rigenerante frivolezza in altri momenti.
    56 giorni fa
  • ausan ha lasciato un commento sul Muro
    Meglio unico che ultimo, Consuelo. L'unico superstite.
    56 giorni fa
  • ginglipaf_ ha lasciato un commento sul Muro
    56 giorni fa
  • Stefy66 ha lasciato un commento sul Muro
    56 giorni fa
  • Consuelo ha lasciato un commento sul Muro
    Postato da Consuelo Ho edito, scritto, pubblicato, stampato come dir si voglia, un libro, in spagnolo, il cui titolo in italiano è : La solitudine dell'ultimo superstite . Uscirà a Natale. L'ho scritto in spagnolo, per la profondità del tema che si collega ad una lingua più ricca di espressione emotiva. L' uscita a Natale l'ho scelta appositamente, perché offre una cornice suggestiva: il contrasto tra il calore e la condivisione tipici delle festività e la tematica introspettiva e desolante del mio romanzo che crea un punto di riflessione interessante. Spero che il libro trovi molti lettori disposti a immergersi in questa esplorazione della condizione umana più estrema. Che poi è stata un po' la mia. Se avrà successo lo pubblicherò anche in italiano. Il romanzo tratta non solo di essere fisicamente soli, ma di affrontare una condizione esistenziale unica e straziante che va oltre la semplice assenza di compagnia. L'ultimo sopravvissuto porta su di sé l'intero peso della memoria collettiva. È l'unica persona che può testimoniare la vita, la cultura, gli amori , le tragedie, di chi non è più con lui. Questa responsabilità può essere schiacciante: la storia di un intero mondo risiede unicamente nella sua mente, e con la sua eventuale morte, questa, quella storia, svanirebbe per sempre. E dato che gran parte della nostra identità è formata attraverso delle interazioni sociali e del nostro ruolo all'interno di una comunità, l'ultimo supersiste perde ogni specchio sociale. Non ci sono più persone che condividono gli stessi riferimenti culturali, le stesse battute, lo stesso linguaggio, anche non verbale. L'individuo diventa così una anomalia, una anomalia statistica , privo del contesto che definiva la sua stessa esistenza. Cosa spinge una persona a continuare quando tutto ciò che conosceva è finito, non esiste più? La ricerca di un significato, anche nella devastazione, diventa l'unica forza motrice, che sia quella di onorare i morti, di chi non c'è , di ricostruire, o semplicemente di sopravvivere un giorno in più. È più un saggio di filosofia che un romanzo. Dove, paradossale, l'esperienza umana più desolante è quella che nel contempo richiede la massima forza interiore.
    57 giorni fa
  • vinaviL ha lasciato un commento sul Muro
    57 giorni fa
  • ginglipaf_ ha lasciato un commento sul Muro
    58 giorni fa