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Mi sono lasciata andare... caduta a terra. Accasciata su me stessa. Seduta in un angolo di casa, con la testa appoggiata al muro. E ho cominciato a piangere come fiume che frantuma argini.
Così… Inaspettato anche per me. Ho pianto la delusione, la rabbia, la solitudine, l’assenza, la stanchezza, il non-amore.
Ho pianto Te che “dovesei?” e Te che, per me, non ci sei mai. Ho pianto i sorrisi che mascherano rabbia silenziosa.
Ho pianto il poco tempo per tutto e la mia incapacità ad amarmi e a farmi amare. Ho pianto i pugni in faccia che non ho dato e tutti i calci che ho preso. Ho pianto le persone che ti fanno pesare gli errori, ma non riconoscono mai il tuo valore.
Ho pianto Te. Mille volte Te.
Ho pianto questo senso di inadeguatezza che mi fa sentire sempre non abbastanza e che mi impedisce di splendere come dovrei.
Ho pianto fino a bagnarmi il cuore di lacrime rosso sangue.
Ho pianto vita a fiotti, fino a sentire che non c’erano più lacrime e... sorpresa... restavo Io. Io c’ero ancora. Io ci sono ancora. Qui, per terra, a raccogliere forze per ricominciare.
E anche questa volta non ci sarà nessuno ad allungarmi la mano per farmi alzare. Allora mi appoggio a me, mio unico sostegno, e mi rialzo più forte. Oggi come sempre. Oggi come ieri e domani. Mi rialzo e sono invincibile e le mie lacrime ricordano il Mare.
Stesso sale.
Stessa vita.
Stessa forza.
Gli amori impossibilli...
Quelli rimasti in sospeso, quelli interrotti, vissuti a metà, desiderati in silenzio.
Gli amori a un passo da un bacio.
Le passioni mai consumate.
Ecco... quegli amori lì... ti rimangono addosso. Infilati in un sogno, in una canzone che non riesci ad ascoltare, in un brivido che ti attraversa.
Gli amori impossibili sono emozioni senza tempo, un angolo segretissimo di noi dove il cuore batte così forte da farci sentire immensamente vivi.
Ci son tre modi per vedere le stelle il primo alzando lo suardo a cielo il secondo a Bologna per le feste natalizie il terzo una martellata sulle dita :-)
Abbiamo fatto l'amore così tante volte con le parole, con le risate, con i pensieri, condividendo l'anima e il cuore, che l'amore dei corpi è quasi un di più, chiude il cerchio, ma è un amore tra i tanti.
Due corpi abbracciati non saranno mai uno dentro l'altro tanto quanto due anime che si riconoscono e vivono del più prezioso degli incontri…
Lasciarti per sparire,
per essere il tuo cielo dove guardi
senza rimorsi, avere il tuo rimpianto,
la tua memoria, le tue mani vuote...
Forse è più dolce piangermi che avermi.
Alfonso Gatto
Ci sono sere come queste in cui mi piacerebbe averti qui con me… vicino a me.
Sul divano o a preparare la cena. Nulla di eclatante o speciale… qualche sprazzo di normalità mista a intimità.
Sono convinta staremmo bene insieme.
Con le luci soffuse..
La musica nell’aria, una bottiglia di vino buono.
Senza l’ansia del tempo.
Immagino, a occhi chiusi, questo spazio impossibile di vita condivisa e sorrido.
Sorrido perché siamo belli insieme, anche in un mondo immaginato che la vita ci impedisce di condividere. Sorrido perché, negli amori “impossibili”, c’è tanta poesia che dovrebbe insegnare parecchio a chi - nell’abitudine di gesti ripetuti - si è dimenticato la bellezza infinita di “essere due”.
Ho imparato che si voltano pagine, che si chiudono libri, che non si può conservare tutto, che a volte il passato è davvero passato senza ritorno.
Non è triste come pensavo, a volte è necessario.
...bisogna essere leggeri per volare alto