Vaffanculo Twitter

Toni_ve
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Vaffanculo Twitter

Proposto da Toni_ve 347 giorni fa

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Donald J. Trump è POTUS, il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America.
Sono contento che il Popolo Americano abbia fatto questa scelta (magari considerandola il male minore), ma non è quest’evento che mi ha indotto una riflessione inevitabile.
La riflessione riguarda il fallimento totale dei media (ovviamente letto come si deve, considerando il fatto che si tratta di un termine latino) in tutti gli aspetti di questa meravigliosa campagna elettorale. Meravigliosa perché ha avuto il merito di mettere a nudo le ipocrisie e la fragilità di una classe politica che si era convinta essere l’intelligencija mondiale; sconci personaggi come Hillary D. Rodham Clinton venivano presentati come icone del progressismo, bandiere dell’affermazione dei diritti sociali delle donne, da una classe politica (sociale) che non ha saputo interpretare le reali esigenze del Popolo ma che, con suprema arroganza, si sentiva forte di un oligarchico potere.
Si sentivano potenti&intoccabili anche grazie ai media ; mai come in questa campagna i mezzi di comunicazione di massa hanno forzato la mano a favore di un candidato politico. Mai come in questa fantastica campagna elettorale i giornalisti, e non solo le più autorevoli testate, si sono schierati personalmente a favore del candidato da loro considerato progressista. Ovviamente l’informazione oggettiva riguardante fatti&persone va a farsi benedire, ma che importa: il Popolo deve fare quello che noi (loro) intellettuali sappiamo essere la cosa giusta.
Hanno fallito miseramente i sondaggisti che, proprio ieri, davano alla vittoria di Trump il 12-15% di possibilità; hanno fallito miseramente i gestori dei fondi pubblici che hanno venduto oro per comprare le azioni delle banche protette da Obama e dai Clinton. E hanno fallito i guru della politica liberal, i quali hanno creduto che bastasse candidare una donna per ottenere in maniera semiautomatica il voto delle donne, provocando così un nuovo cambiamento epocale dei progressisti Americani: dopo il primo nero, anche la prima donna Presidente sarebbe stata un’illuminata vittoria delle Forze del Bene!
E per fortuna che il guru di questa scelta, Jim Messina, (scelto dal povero Renzi a gestire la campagna per il SÌ, come atto di suprema sottomissione al fallimentare Obama), ha fortemente voluto la Clinton, anche quando si stava dimostrando perdente rispetto al più onesto, concreto e affidabile Bernie Sanders.
Ma la debacle ancora più profonda (se fosse possibile) è stata quella di Twitter, di Facebook, dei sostenitori dell’onniscienza dei Big Data e, in ultima analisi, della capacità d’interpretare e pilotare, attraverso il “popolo del web” (termine odioso e, oggi ancor di più, senza senso) le opinioni e le tendenze politiche di un’intera Nazione.
Lo schieramento compatto della Silicon Valley a favore della Clinton (in continuità con la ruffiana benevolenza di Obama verso un improbabile neoilluminismo informatico) non ha potuto nulla contro i convincimenti di un Popolo, evidentemente, totalmente distaccato dai Loro algoritmi di calcolo, dai loro cinguettii e dalle loro pagine di protesta.
Loro (Bill Gates, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, Sundar Pichai, Larry Page, Elon Musk ecc) pensavano che bastasse colonizzare Twitter o che fosse sufficiente far diventare “post più letto in Facebook” una lettera di protesta a Trump per decretarne l’inevitabile fallimento.
Questa dev’essere una mattina tremenda per l’oligarchia delle comunità virtuali, il risveglio da un sogno durato fin troppo a lungo: il sogno d’avere in pugno la scelta decisionale d’interi popoli solo perché miliardi di nickname (non persone) hanno una pagina Facebook o un account Twitter.
Spero che questi “signori” si rendano conto che non sono Benevoli Dei Illuminati, ma che sono solo dei ricchi viziati e completamente avulsi da un sistema che non sanno più interpretare
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