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Ho edito, scritto, pubblicato, stampato come dir si voglia, un libro, in spagnolo, il cui titolo in italiano è : La solitudine dell'ultimo superstite . Uscirà a Natale. L'ho scritto in spagnolo, per la profondità del tema che si collega ad una lingua più ricca di espressione emotiva.
L' uscita a Natale l'ho scelta appositamente, perché offre una cornice suggestiva: il contrasto tra il calore e la condivisione tipici delle festività e la tematica introspettiva e desolante del mio romanzo che crea un punto di riflessione interessante. Spero che il libro trovi molti lettori disposti a immergersi in questa esplorazione della condizione umana più estrema. Che poi è stata un po' la mia. Se avrà successo lo pubblicherò anche in italiano. Il romanzo tratta non solo di essere fisicamente soli, ma di affrontare una condizione esistenziale unica e straziante che va oltre la semplice assenza di compagnia. L'ultimo sopravvissuto porta su di sé l'intero peso della memoria collettiva. È l'unica persona che può testimoniare la vita, la cultura, gli amori , le tragedie, di chi non è più con lui. Questa responsabilità può essere schiacciante: la storia di un intero mondo risiede unicamente nella sua mente, e con la sua eventuale morte, questa, quella storia, svanirebbe per sempre. E dato che gran parte della nostra identità è formata attraverso delle interazioni sociali e del nostro ruolo all'interno di una comunità, l'ultimo supersiste perde ogni specchio sociale. Non ci sono più persone che condividono gli stessi riferimenti culturali, le stesse battute, lo stesso linguaggio, anche non verbale. L'individuo diventa così una anomalia, una anomalia statistica , privo del contesto che definiva la sua stessa esistenza. Cosa spinge una persona a continuare quando tutto ciò che conosceva è finito, non esiste più? La ricerca di un significato, anche nella devastazione, diventa l'unica forza motrice, che sia quella di onorare i morti, di chi non c'è , di ricostruire, o semplicemente di sopravvivere un giorno in più. È più un saggio di filosofia che un romanzo. Dove, paradossale, l'esperienza umana più desolante è quella che nel contempo richiede la massima forza interiore.
Guardate che bella torta hanno regalato i suoi dipendenti a mio marito !! Per il suo 1° anno di proprietà dei locali per eventi , ricorrenze di prestigio , a piazza bologna una , e l'altro a piazza Navona . la torta era ancora + bella e si rovinata un pochetto nel tragitto x tornare a casa dalla sua mamma, nonchè mia suocera. Abbiamo passato io e Dario dei momenti molto complicati, difficili, stressanti. Forza consuelo.. comincia con la tua demagogia.. fai leva sulla tua scrittura piuttosto che essere razionale e guardare in faccia la realtà Strumentalizza tutto , fai caos .. comincia su.. i momenti di crisi sono fonte di crescita e apprendimento , sviluppano la flessibilità ... bla bla bla , valla a raccontare a le tue lacrime, ai tuoi nervi a pezzi . Ho usato riconosco sempre critiche distruttive , invece di esprimere i miei veri bisogni personali: " Sei sempre assente.. " , " Mi sento frustrata quando comperi le macchine anzichè farmi dei regali. ". I momenti complicati sono state vere tempeste tra noi, che hanno messo alla prova la solidità della nostra barca. Non puoi impedire i venti della tempesta (con i rinforzi, raffiche della mia isteria), ma puoi imparare a navigare meglio, e a riparare la vela e, se serve, cambiare rotta. Insieme a lui, Dario .... contigo siempre . Hasta la muerte !!